20/03/2014 - Decreto Legge 34/2014

DLegge34-2014

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 34/2014 (cd. Decreto Poletti)

“Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”

contenente, tra gli altri, interventi di semplificazione sul contratto a termine, sul contratto di somministrazione di lavoro, sul contratto di apprendistato e sulla procedura di rilascio del DURC.

Il Decreto modifica la normativa sul contratto di lavoro a tempo determinato (D.Lgs.368/2001), sulla somministrazione di lavoro (D.Lgs.276/2003), sull’apprendistato (D.Lgs.137/2011) e la procedura di rilascio del DURC.

Trattasi ancora di Decreto Legge che, come tale, è immediatamente valido ed efficace per la durata di 60 giorni, salvo conversione in Legge (eventualmente modificato), pena la sua decadenza ed il ripristino della normativa precedente.

 

Il Decreto prevede:

 

ACUSALITA’

Il contratto di lavoro a tempo determinato ed il contratto di somministrazione a tempo determinato, sono sempre e solo acausali, non è pertanto più necessario indicare la motivazione per cui il contratto è stato stipulato.

 

LIMITI NUMERICI

 

Salvo quanto disposto dai CCNL, il numero complessivo di rapporti di lavoro a tempo determinato che ciascun datore di lavoro può stipulare, non deve eccedere il limite del 20% dell’organico complessivo. Per le imprese che occupano fino a cinque dipendenti è sempre possibile  stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. Sono esenti dal computo sui limiti quantitativi, le assunzioni di lavoratori ultracinquantenni, di lavoratori in mobilità, le assunzioni per sostituzione, e per lo svolgimento di attività stagionali, per le imprese in fase di start-up.

Tale limite NON si applica alla somministrazione a tempo determinato. I limiti quantitativi di utilizzo della somministrazione sono demandati alla Contrattazione Collettiva. In ogni caso sono esenti dal computo (eventualmente previsto dal CCNL), oltre le ipotesi previste per il tempo determinato (sopra indicate), anche le assunzioni di lavoratori disoccupati o percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno 6 mesi e le assunzioni dei soggetti “svantaggiati” e “molto svantaggiati” come definiti dalla normativa europea.

 

REGIME DELLE PROROGE

 

Il contratto di lavoro a tempo determinato, se di durata inferiore a trentasei mesi, allo stato attuale può essere prorogato per un massimo di otto volte, a condizione che le proroghe si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto e’ stato stipulato a tempo determinato.

Sulla base di quanto di disposto dal CCNL per la Agenzie di Somministrazione di lavoro, il contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato può essere prorogato fino ad un massimo di 6 volte nel limite complessivo di 36 mesi. Resta esente da limitazioni in materia di proroghe, il contratto commerciale di somministrazione di lavoro.

 

DURATA MASSIMA E STOP & GO

 

Il rapporto di lavoro a tempo determinato, comprensivo di proroghe e rinnovi, tra la stessa azienda e lo stesso lavoratore non può durare più di 36 mesi, salvo diversa previsione del CCNL applicato. Tra un contratto a termine ed il successivo deve trascorrere l’intervallo di tempo previsto dall’art.5 comma 3 D.Lgs.368/2001 (cd. stop&go pari a 10/20 gg).

Tali limiti non si applicano alla somministrazione a tempo determinato; l’esclusione del limite della durata massima dei 36 mesi, a condizione che l’utilizzatore, per il medesimo lavoratore, ricorra solo ed esclusivamente alla somministrazione di lavoro, è sancita dalla non applicabilità, prevista ex lege (art.20 comma 2 del D.Lgs.276/2003), dell’art.5 comma 4-bis D.Lgs.368/2001.

 

 

DIRITTO DI PRECEDENZA NEL CONTRATTO A TERMINE

 

Il datore di lavoro deve informare per iscritto il lavoratore di tale diritto al momento dell’assunzione a termine. In caso di mancata proroga e/o rinnovo di un contratto a termine il lavoratore mantiene, per sei mesi, il diritto di precedenza rispetto alle future assunzioni per la medesima mansione.