Design Thinking

Tra le competenze più richieste oggi nel mondo del lavoro ci sono la creatività e la capacità di saper lavorare in team. Proprio per soddisfare queste esigenze negli ultimi anni è stato messo a punto un modello progettuale in grado di far confluire i vantaggi di entrambi gli aspetti: il Design Thinking.

Si tratta di un modello particolarmente apprezzato perché, mettendo insieme tutte le risorse aziendali, fa sì che i membri del team contribuiscano alle soluzioni. Si tratta di un approccio estremamente aperto che trasforma l’organizzazione aziendale da verticale ad orizzontale.

Nel Design Thinking non ci si comporta secondo una gerarchia in cui i dirigenti sono al vertice, ma tutti contribuiscono in egual misura alla creazione di soluzioni valide per l’azienda. Questo è sicuramente il suo punto di forza maggiore.
Sono cinque le fasi che compongono il Design Thinking: individuazione del problema e dell’obiettivo, identificazione del contesto, analisi dei dati, elaborazione di test preliminari, realizzazione del prodotto o servizio.

L’utilizzo del modello di Design Thinking consente al team di lavoro di entrare in sintonia con il cliente, attraverso prove e test declinati in prima persona con la tecnica del customer journey.
Una collaborazione di questo tipo aiuta a superare le disfunzionalità interne dell’azienda e dà l’avvio definitivo alla costruzione di un team di lavoro solido ed efficiente.

Questo modello inoltre consente di abbattere drasticamente i rischi legati all’attuazione di un progetto, perché coinvolge una vasta gamma di risorse culturali e metodologiche, per analizzare e risolvere i problemi in modo creativo.

Con il Design Thinking non si ripensa solamente la struttura di un progetto, ma si è coinvolti in prima persona nella realizzazione dello stesso, e si arriva a soluzioni innovative, che rompono gli schemi degli approcci tradizionali e che – soprattutto – creano valore per l’azienda.

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