29/06/2015 - JOB ACT: 25/06/2015 Pubblicato il D.Lgs 81/2015

Tribunale

Ecco le principali novità in materia di somministrazione di lavoro.

L’istituto della SOMMINISTRAZIONE viene disciplinato dagli artt. da 30 a 40:

La modifica della disciplina della somministrazione di lavoro parte dall’introduzione della definizione del contratto di somministrazione di lavoro: “E’ il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il quale un somministratore autorizzato, ai sensi del D.Lgs.276/2003, mette a disposizione di un utilizzatore uno o più lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tutta la durata della missione, svolgono la propria attività nell’interesse nonché sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore”.

Viene così evidenziata, la distinzione tra contratto commerciale di somministrazione, stipulato tra somministratore ed utilizzatore, e contratto di lavoro stipulato tra lavoratore e Agenzia per il lavoro.

Somministrazione a tempo determinato – art.31 comma 2

Viene confermata:

  1. la totale acausalità – già in essere con l’entrata in vigore del D.L. 34/2014 – per il ricorso alla Somministrazione a tempo determinato;
  2. l’assenza di limiti di natura legislativa all’utilizzo della somministrazione a termine, delegata alla contrattazione collettiva nazionale, territoriale, aziendale.

Staff Leasing – art.31 comma 1

La disciplina del contratto commerciale di somministrazione a tempo indeterminato viene totalmente innovata dal Decreto citato, in quanto si rende acausale il ricorso all’istituto: vengono infatti eliminate le fattispecie legali che avevano sinora legittimato il contratto di staff leasing (art.20, comma 3, D. Lgs.276/2003).

A fronte del nuovo regime di acausalità, il Decreto introduce un limite percentuale all’utilizzo dell’istituto pari al 20%dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso all’utilizzatore.

Il limite legale del 20% opera salvo diversa previsione dei contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali applicati dall’utilizzatore.

Obblighi di comunicazione alle rappresentanze sindacali – art.36 comma 3

Viene meno la comunicazione preventiva (o nei 5 giorni successivi) dei motivi e del numero dei lavoratori somministrati da parte dell’utilizzatore alle rappresentanze sindacali. Rimane l’obbligo di comunicare annualmente in numero dei contratti conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

Quote di riserva – art.34 comma 3

Possibilità per le aziende di assolvere alla c.d. “quota di riserva” di cui alla L. 68/99 ricorrendo alla somministrazione di lavoro a termine in caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi.

Divieti – art.32

Rimangono confermati i precedenti divieti, in particolare il contratto di somministrazione di lavoro è vietato:

a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;

b) presso unità produttive nelle quali si è proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti ovvero per assumere lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi;

c) presso unità produttive nelle quali è operante una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro;

d) da parte di datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 28 e seguenti del decreto legislativo n. 81 del 2008, e successive modificazioni.

Viene meno la possibilità di derogare tramite accordi sindacali al divieto di somministrazione dopo la procedura di licenziamento collettivo o in caso di contestuale sospensione/riduzione dell’orario di lavoro in regime di cassa integrazione.