Alla ricerca del lavoro ideale: quanto conta la Web Reputation

Sei alla ricerca di un nuovo lavoro, hai preparato un curriculum vitae efficace e un video curriculum accattivante. Hai consultato gli annunci di lavoro, capito come affrontare un colloquio di lavoro, e hai verificato il buon funzionamento di tutti i tuoi strumenti tecnologici per affrontare al meglio un eventuale video colloquio.

È tutto a posto dunque? No, affatto. Manca un passaggio fondamentale: la verifica della tua presenza on line e della tua reputazione digitale.

Cos’è la web reputation?

 

Per web reputation si intende la reputazione che un’azienda, un prodotto, un brand o un individuo hanno online e si costruisce nel tempo attraverso tutto ciò che viene scritto, condiviso e commentato al suo riguardo. Così come  le attività commerciali possono essere danneggiate da una cattiva Web reputation aziendale, così gli individui possono pagare lo scotto di una cattiva web reputation personale.

Da dove cominciare?

Prova a cercare il tuo nome su Google!

 

Dalla ricerca emergeranno subito i riferimenti alla tua attività sui social network, primo fra tutti Facebook.

Post e foto pubblicati senza le corrette impostazioni sulla privacy rendono fruibili i tuoi contenuti a chiunque, anche al recruiter che, dopo aver letto il tuo curriculum vitae desidera recuperare un’informazione mancante o farsi un’idea più precisa su di te.

È chiaro che i social network come Facebook, twitter e Instagram hanno prevalentemente una finalità ludica e, a differenza di Linkedin, la piattaforma social dedicata al mondo del lavoro, rappresentano uno spazio di intrattenimento.

Nonostante questo la tua  bacheca può mostrare immagini o post dai contenuti che non contribuiscono a dare di te l’immagine che il recruiter ritiene in linea con i valori dell’azienda per la quale sta selezionando il personale.

Attenzione quindi a ciò che si pubblica e alle impostazioni sulla privacy, come suggerito dal Garante per la protezione dei dati personali.

Pensi che non essere presente sui social sia la soluzione definitiva al problema?

 

Sicuramente questa scelta ti mette al riparo da situazioni come quelle appena descritte, ma anche non utilizzando gli  strumenti di comunicazione digitale dai un messaggio che concorre all’opinione che il recruiter si sta facendo di te. Non comunicare attraverso gli strumenti tecnologici può infatti dare la sensazione che tu non abbia dimestichezza con gli strumenti digitali. Questa competenza è ormai richiesta in quasi tutti gli ambiti professionali dalle aziende di selezione che promuovono l’innovazione digitale come Risorse.it..

Davvero è possibile tutelare la propria immagine professionale evitando i nuovi media?

Marino Cavallo, docente di Comunicazione con Federico Spadoni, esperto di nuovi media e social network, affronta il tema nel saggio “I social network. Come internet cambia la comunicazione”.

Il volume esplora il tema della relazione tra i nuovi media e i processi di mutamento sociale in atto, utilizzando gli strumenti dell’indagine sul campo.

L’osservazione riguarda nove tra i più importanti siti di social network, tra i quali Facebook, Linkedin, Myspace e Twitter e analizza la loro influenza su quei cambiamenti nella comunicazione ai quali il mondo del lavoro non può certo sottrarsi!