Boomerang Recruitment per aumentare il ROI aziendale

È possibile e vantaggioso far tornare in azienda i dipendenti che hanno scelto di andar via?

In un contesto come quello attuale, dove sono in atto mutamenti importanti nelle modalità di lavoro come la diffusa applicazione dello smart working e il digital recruitment, quali benefici può ottenere l’azienda reintegrando ex dipendenti?

Attraverso il Boomerang Recruitment, le organizzazioni possono identificare le eccellenze che per ragioni diverse hanno deciso di lasciare l’azienda e inserirle nuovamente nel proprio organico. Non è un sistema di reclutamento particolarmente diffuso e gli ostacoli alla sua diffusione sono prevalentemente di natura “culturale”: l’ex dipendente viene visto spesso come colui che ha tradito il patto con l’azienda spezzando un rapporto di fiducia. Difficilmente una sua nuova candidatura viene ricercata e incoraggiata, altrettanto difficilmente suscita il giusto interesse quando viene inviata in forma spontanea. Eppure il Boomerang Recruitment, tra le agenzie di selezione e formazione più consolidate come Risorse.it, è percepito come una delle attività di selezione con il più alto ROI aziendale.

Il notevole risparmio di tempo e risorse destinate alla scelta dei candidati si aggiunge, infatti, al considerevole taglio dei costi destinati alla formazione e al trasferimento del know how aziendale in un mercato del lavoro già caratterizzato da alto turn over.

Per le aziende, l’assunzione di nuovo personale rappresenta un investimento dai risultati non garantiti, nel quale è richiesto un forte impegno in termini di tempo e risorse economiche. In questa ottica, il Boomerang Recruitment può essere certamente annoverato tra le attività ad alto ROI.

Vediamo nel dettaglio quali sono le ragioni che dovrebbero spingere le organizzazioni a mettere in campo attività di Boomerang Recruitment per aumentare il ROI aziendale:

contenimento dei costi dei tempi nel processo di selezione;

maggiore trasparenza durante i colloqui pre assuntivi: del candidato sono noti i punti di forza, le competenze acquisite, i risultati raggiunti nel precedente incarico in azienda e il modo di relazionarsi all’interno dell’organizzazione; 

maggiore adesione ai valori aziendali: un ex dipendente che torna dopo un periodo di allontanamento ha maturato una visione più obiettiva della mission e della cultura aziendale, alla quale sente di aderire profondamente. Le persone assunte attraverso i processi di Boomerang Recruitment tendono infatti a rimanere più a lungo in azienda proteggendo l’organizzazione dalle conseguenze di turn over elevato; 

velocità nei tempi di inserimento: un ex dipendente tornato in azienda conosce le procedure, gli spazi e gli strumenti, l’organigramma e le diverse funzioni, acquisendo molto presto il livello di autonomia richiesto nel suo ruolo; 

maggiore conoscenza del mercato: gli ex dipendenti attraverso esperienze in altre aziende del settore hanno acquisito una visione generale più ampia del mercato del lavoro nel quale si muovono.

Le aziende che hanno scelto di applicare il Boomerang Recruitment in italia sono ancora poche, operano prevalentemente in ambito tecnologico o si occupano di consulenza aziendale. Restare in contatto con ex dipendenti capaci di buone performance è in queste aziende prassi consolidata, scaturita da alcune importanti considerazioni: le risorse di valore non possono che aver accresciuto le loro skill durante la permanenza in altre organizzazioni nel corso della loro nuova esperienza lavorativa, inoltre, sono entrati in contatto con nuovi colleghi, nuovi clienti e nuovi talenti interessati a seguirli. Creare e gestire una rete di ex dipendenti può rivelarsi uno strumento strategico per attingere a risorse inaspettate.

Un’esperienza concreta da portare ad esempio riguarda l’americana Citgroup, multinazionale di banche di investimento e società di servizi finanziaria dove il tasso naturale di rientro in azienda è di circa il 10% a livello globale. Come dichiarato da Andrea Legnani, promotore e direttore della rete dedicata agli ex dipendenti, si tratta di “numeri considerevoli considerando le dimensioni: su 225.000 dipendenti, oltre 20.000”

Un’altra analisi condotta dalla tedesca IntraWorld, società specializzata nei software destinati al segmento degli ex dipendenti, ha descritto il fenomeno stimando in 25.000 dollari il risparmio medio sulla spesa di headhunting e in 50.000 dollari i vantaggi riconducibili alla rapida produttività degli ex dipendenti rientrati in azienda.

Di quale cifra si parla esattamente? L’analisi di Intraworld rivela che il Boomerang Recruitment agisce in maniera decisa sul ROI aziendale, quantificando in ben 75.000 dollari la cifra risparmiata e guadagnata aprendo le porte dell’azienda ad un dipendente boomerang.