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Il contratto di somministrazione ti permette di lavorare presso un’azienda pur essendo formalmente assunto da un’agenzia per il lavoro autorizzata. È un contratto regolare a tutti gli effetti, che garantisce gli stessi diritti e tutele dei dipendenti assunti direttamente dall’azienda in cui lavori.
Contratto di somministrazione guida per lavoratori

Contratto di somministrazione: guida completa per lavoratori

Il contratto di somministrazione ti permette di lavorare presso un’azienda pur essendo formalmente assunto da un’agenzia per il lavoro autorizzata. È un contratto regolare a tutti gli effetti, che garantisce gli stessi diritti e tutele dei dipendenti assunti direttamente dall’azienda in cui lavori.
Contratto di somministrazione guida per lavoratori

Tabella dei Contenuti

Cos'è il contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione è una forma di lavoro subordinato regolata dal D.Lgs. 81/2015 (artt. 30-40) che coinvolge tre soggetti distinti: tu (il lavoratore), un’agenzia per il lavoro e l’azienda presso cui svolgi concretamente la tua attività.

In termini semplici funziona così: l’agenzia per il lavoro ti assume con un regolare contratto e ti assegna un incarico presso un’azienda che ha bisogno delle tue competenze. Tu lavori quotidianamente in quell’azienda, seguendo le indicazioni dei suoi responsabili, ma il tuo datore di lavoro formale resta l’agenzia. È l’agenzia che ti paga lo stipendio, versa i contributi e gestisce tutti gli aspetti amministrativi del rapporto.

Questo modello, che un tempo si chiamava “lavoro interinale”, è nato per dare flessibilità alle aziende e, allo stesso tempo, garantire tutele piene ai lavoratori. Non si tratta di un contratto di serie B: la legge stabilisce espressamente che il lavoratore somministrato ha diritto alle stesse condizioni economiche e normative dei colleghi assunti direttamente dall’azienda utilizzatrice.

Per operare legalmente, le agenzie di somministrazione devono essere autorizzate dal Ministero del Lavoro e iscritte all’apposito albo, oltre a rispettare requisiti stringenti di solidità finanziaria e organizzativa. Risorse opera nel settore da oltre 30 anni, supportando lavoratori e aziende nella gestione dei rapporti di somministrazione.

Come funziona il contratto di somministrazione

Se ti stai chiedendo come si arriva concretamente a lavorare con un contratto di somministrazione, ecco i passaggi principali.

L’agenzia ti seleziona e ti assume. Tutto inizia quando ti candidi per un’opportunità di lavoro gestita da un’agenzia. Puoi farlo rispondendo a un annuncio, inviando il tuo curriculum direttamente all’agenzia o iscrivendoti alla sua banca dati. Se il tuo profilo corrisponde alle esigenze di un’azienda cliente, l’agenzia ti contatta, ti sottopone a un colloquio di selezione e, se l’esito è positivo, ti propone un contratto di lavoro.

L’agenzia stipula un contratto commerciale con l’azienda. Parallelamente, l’agenzia firma un contratto di somministrazione con l’azienda che utilizzerà la tua prestazione. Questo contratto definisce le condizioni della collaborazione: quali figure professionali vengono richieste, per quanto tempo, con quali mansioni e a quali condizioni economiche. Tu non sei parte di questo contratto, ma ne benefici indirettamente perché stabilisce il contesto in cui lavorerai.

Inizia l’incarico presso l’azienda. Una volta firmato il tuo contratto di lavoro con l’agenzia, vai a lavorare presso l’azienda cliente. Da quel momento lavori fisicamente nei locali dell’azienda, utilizzi i suoi strumenti, segui le direttive dei suoi responsabili e ti integri nel suo team. Per i colleghi e per l’operatività quotidiana, sei a tutti gli effetti parte dell’organico.

L’agenzia gestisce stipendio e contributi. Anche se lavori nell’azienda ospitante, il rapporto formale resta con l’agenzia. È l’agenzia che elabora la tua busta paga, ti versa lo stipendio ogni mese, paga i contributi previdenziali e assistenziali, gestisce ferie, malattie e ogni altro aspetto amministrativo. L’azienda ospitante rimborsa questi costi all’agenzia, con un compenso aggiuntivo per il servizio di selezione e gestione.

Diritti e tutele del lavoratore somministrato

Se temi che lavorare con un contratto di somministrazione significhi avere meno diritti rispetto ai colleghi assunti direttamente, puoi stare tranquillo. La legge è molto chiara su questo punto: il principio cardine è la parità di trattamento.

L’articolo 35 del D.Lgs. 81/2015 stabilisce che, per tutta la durata dell’incarico, hai diritto a condizioni economiche e normative non inferiori a quelle dei dipendenti dell’azienda utilizzatrice che svolgono le tue stesse mansioni. Questo significa concretamente diverse cose.

    • Retribuzione. Il tuo stipendio deve essere almeno pari a quello che l’azienda utilizzatrice paga ai suoi dipendenti con lo stesso inquadramento. Se il CCNL dell’azienda prevede una certa paga oraria per quella mansione, quella deve essere anche la tua.
    • Ferie e permessi. Maturi ferie e permessi retribuiti esattamente come i tuoi colleghi. Il numero di giorni e le modalità di fruizione seguono il contratto collettivo applicato.
    • Malattia e infortunio. Hai diritto all’indennità di malattia e alla copertura per infortuni sul lavoro. I contributi INAIL sono versati dall’agenzia. In caso di infortunio, le procedure di denuncia coinvolgono sia l’agenzia che l’azienda utilizzatrice.
    • Maternità e paternità. Tutti i diritti legati alla genitorialità (congedo di maternità, paternità, congedi parentali) si applicano anche a te, nelle stesse modalità previste per i lavoratori subordinati.
    • TFR. Maturi il Trattamento di Fine Rapporto, che ti verrà liquidato alla cessazione del contratto con l’agenzia.
    • Tredicesima e quattordicesima. Se il CCNL applicato le prevede, hai diritto anche alle mensilità aggiuntive.
    • Sicurezza sul lavoro. L’azienda utilizzatrice deve garantirti le stesse condizioni di sicurezza dei suoi dipendenti. Prima di iniziare l’incarico, devi ricevere informazioni sui rischi specifici e sulla formazione necessaria.
    • Servizi aziendali. Hai diritto ad accedere alla mensa aziendale, ai trasporti, agli asili nido aziendali e a ogni altro servizio che l’azienda mette a disposizione dei propri dipendenti.

Una tutela aggiuntiva importante: se l’agenzia non ti paga lo stipendio o non versa i contributi, l’azienda utilizzatrice è obbligata in solido a farlo al suo posto. Questo significa che puoi rivolgerti direttamente all’azienda per ottenere quanto ti spetta, se l’agenzia risulta inadempiente.

Durata e retribuzione del contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Le regole cambiano sensibilmente nei due casi.

Somministrazione a tempo determinato

È la forma più comune. L’agenzia ti assume per una mansione specifica, con una data di inizio e una data di fine. La durata massima complessiva presso lo stesso utilizzatore è di 24 mesi, incluse eventuali proroghe.

Cosa succede se superi i 24 mesi? Dal 1° luglio 2025, la normativa prevede che il superamento di questo limite comporti la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente con l’azienda utilizzatrice. Questa regola è stata introdotta per evitare abusi e per incentivare le assunzioni stabili.

Le proroghe sono possibili, con il tuo consenso scritto, nei limiti previsti dal contratto collettivo applicato dall’agenzia. Ogni proroga deve essere motivata e comunicata formalmente.

Somministrazione a tempo indeterminato

In questo caso l’agenzia ti assume senza una scadenza prefissata. Quando non sei lavori presso un’azienda ospitante, hai diritto a un’indennità di disponibilità, il cui importo minimo è stabilito dal Ministero del Lavoro e integrato dalla contrattazione collettiva. Durante i periodi di disponibilità non maturi ferie e TFR, ma mantieni il rapporto di lavoro con l’agenzia.

Il numero di lavoratori somministrati a tempo indeterminato che un’azienda può utilizzare non può superare il 20% dei dipendenti a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno.

Retribuzione

Lo stipendio deve rispettare il principio di parità di trattamento: non può essere inferiore a quello dei dipendenti dell’azienda utilizzatrice con pari mansioni e inquadramento. La retribuzione comprende paga base, eventuali superminimi, premi di produzione se previsti per quella categoria, maggiorazioni per lavoro notturno, festivo o straordinario.

L’agenzia ti consegna ogni mese una regolare busta paga con tutti i dettagli: retribuzione lorda, trattenute fiscali e contributive, retribuzione netta, ferie e permessi maturati e goduti, TFR accantonato.

L'esperienza di Risorse sul contratto di somministrazione

Da oltre 28 anni Risorse opera come agenzia per il lavoro autorizzata, gestendo migliaia di contratti di somministrazione su tutto il territorio nazionale. Questa esperienza ci permette di condividere alcune osservazioni pratiche che possono aiutarti a orientarti meglio.

Il contratto di somministrazione come porta d’ingresso. Per molti lavoratori, soprattutto giovani o persone in cerca di nuova occupazione, il contratto di somministrazione rappresenta un’opportunità concreta per entrare in aziende che altrimenti sarebbero difficilmente accessibili. Le imprese utilizzano la somministrazione anche per valutare i candidati prima di un’eventuale assunzione diretta: se dimostri le tue capacità durante la mansione, le probabilità di ricevere una proposta di stabilizzazione aumentano significativamente.

Settori con maggiore richiesta. I contratti di somministrazione sono particolarmente diffusi nella logistica, nella grande distribuzione, nel manifatturiero e nei servizi. Questi settori hanno picchi di attività che richiedono flessibilità nella gestione del personale e rappresentano quindi opportunità costanti per chi cerca lavoro con questa formula.

Il valore delle competenze trasversali. Nelle selezioni per posizioni in somministrazione, oltre alle competenze tecniche specifiche, valutiamo sempre la capacità di adattamento, la flessibilità e la disponibilità a mettersi in gioco. Chi dimostra queste qualità ha maggiori possibilità di essere richiamato per nuovi incarichi e di costruire un percorso professionale solido anche partendo da contratti a termine.

Insight aggiornati al 2025. I dati del nostro osservatorio mostrano che circa il 35% degli incarichi a tempo determinato si conclude con un’assunzione diretta da parte dell’azienda utilizzatrice o con un nuovo contratto di lavoro. La percentuale sale sensibilmente per i lavoratori che completano positivamente incarichi di durata superiore ai 6 mesi.

Confronto tra contratto di somministrazione e altri contratti

Per capire se il contratto di somministrazione fa al caso tuo, può essere utile confrontarlo con altre forme contrattuali.

Caratteristica

Somministrazione

Tempo determinato diretto

Tempo indeterminato

Apprendistato

Datore di lavoro

Agenzia per il lavoro

Azienda

Azienda

Azienda

Durata

Determinata o indeterminata

Massimo 24 mesi

Indeterminata

6 mesi – 3 anni

Parità di trattamento

Sì, con dipendenti utilizzatore

Sì, con altri dipendenti

Pieno

Percentuale su CCNL

TFR

Ferie e malattia

Contributi previdenziali

Versati dall’agenzia

Versati dall’azienda

Versati dall’azienda

Versati con agevolazioni

Diritto alla NASpI

Sì, se requisiti

Sì, se requisiti

Sì, se requisiti

Sì, se requisiti

Finalità

Flessibilità + tutele

Esigenza temporanea

Stabilità

Formazione + lavoro

Obbligo assunzione finale

No

No

No, ma incentivi

La differenza principale rispetto al contratto a tempo determinato diretto è che nel caso della somministrazione il datore di lavoro formale è l’agenzia, non l’azienda dove lavori. Questo comporta alcuni vantaggi pratici: l’agenzia può proporti nuovi incarichi al termine di quella in corso, gestisce tutta la burocrazia e può offrirti opportunità in aziende diverse.

Domande frequenti sul contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione è un contratto stabile?

Dipende dalla tipologia. Se l’agenzia ti assume a tempo indeterminato, hai un contratto stabile a tutti gli effetti, anche se gli incarichi presso le aziende utilizzatrici possono variare. Se il contratto è a tempo determinato, la stabilità dipende dal rinnovo degli incarichi. In ogni caso, durante l’incarico hai tutte le tutele di un lavoratore subordinato.

Si può essere assunti direttamente dall'azienda utilizzatrice?

Sì, e succede abbastanza spesso. La legge vieta espressamente clausole che impediscano all’azienda utilizzatrice di assumerti al termine dell’incarico. Anzi, l’azienda è obbligata a informarti delle posizioni aperte, perché tu possa candidarti come i dipendenti diretti. Molte aziende utilizzano la somministrazione proprio come periodo di prova “allargato” prima di procedere all’assunzione.

La somministrazione dà diritto alla NASpI?

Sì. Quando il tuo contratto di somministrazione termina, hai diritto di richiedere la NASpI (indennità di disoccupazione) all’INPS, a condizione che tu abbia maturato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto. Le regole sono le stesse che si applicano a qualsiasi lavoratore subordinato.

Cosa succede se l'agenzia non mi paga?

Hai una tutela importante: l’azienda utilizzatrice è obbligata in solido con l’agenzia a corrisponderti lo stipendio e a versare i contributi. Questo significa che, se l’agenzia è inadempiente, puoi rivolgerti direttamente all’azienda per ottenere quanto ti spetta.

Posso rifiutare un incarico proposta dall'agenzia?

Se hai un contratto a tempo indeterminato con l’agenzia, il rifiuto ingiustificato di un incarico può avere conseguenze sul rapporto di lavoro e sull’indennità di disponibilità. Se hai un contratto a tempo determinato, al termine dell’incarico il rapporto si conclude e sei libero di accettare o meno eventuali proposte successive.

Quali sono i casi in cui la somministrazione non è ammessa?

La legge vieta il ricorso alla somministrazione per sostituire lavoratori in sciopero, in aziende che hanno effettuato licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti per le stesse mansioni, in aziende dove è attiva la cassa integrazione per le stesse mansioni, e presso datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi per la sicurezza.

Conclusione: il contratto di somministrazione come opportunità

Il contratto di somministrazione rappresenta un’opportunità concreta per chi cerca lavoro, soprattutto in fasi di transizione professionale o per chi vuole entrare in contatto con realtà aziendali altrimenti difficili da raggiungere. Non è un contratto di serie B: la legge garantisce parità di trattamento rispetto ai dipendenti diretti e tutele piene su tutti gli aspetti del rapporto di lavoro.

Se stai cercando un impiego e vuoi esplorare le opportunità offerte dalla somministrazione, il primo passo è preparare un buon curriculum e costruire un profilo LinkedIn efficace che ti renda visibile alle agenzie per il lavoro. Anche il networking può aiutarti a entrare in contatto con le opportunità giuste.

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