fbpx

Reskilling: cos'è, perché è importante e come funziona

Il mercato del lavoro sta cambiando a una velocità mai vista prima. Automazione, intelligenza artificiale e trasformazione digitale stanno ridefinendo interi settori, rendendo obsolete alcune competenze e creandone di nuove. Se ti stai chiedendo come restare competitivo in questo scenario, la risposta è una: reskilling.

Utilizing the Knowledge, Exper

Reskilling: cos'è, perché è importante e come funziona

Il mercato del lavoro sta cambiando a una velocità mai vista prima. Automazione, intelligenza artificiale e trasformazione digitale stanno ridefinendo interi settori, rendendo obsolete alcune competenze e creandone di nuove. Se ti stai chiedendo come restare competitivo in questo scenario, la risposta è una: reskilling.

Utilizing the Knowledge, Exper

Oltre a fornire un quadro più completo della personalità e delle abilità del candidato, queste competenze possono essere particolarmente rilevanti per aiutare il recruiter o il datore di datore di lavoro a conoscere meglio la persona che si sta candidando, valutandola non solo per i suoi requisiti lavorativi e accademici, ma anche per i suoi interessi e il suo modo di essere.

Ecco perché è importante inserire nel tuo curriculum una sezione con gli hobby, le passioni e tutti quegli interessi extraprofessionali che possono renderti il candidato perfetto.

Il mercato del lavoro sta cambiando a una velocità mai vista prima. Automazione, intelligenza artificiale e trasformazione digitale stanno ridefinendo interi settori, rendendo obsolete alcune competenze e creandone di nuove. Se ti stai chiedendo come restare competitivo in questo scenario, la risposta è una: reskilling.

Secondo il World Economic Forum, entro il 2025 circa il 50% dei lavoratori avrà bisogno di acquisire nuove competenze per rimanere rilevante nel proprio settore. Non si tratta di un’ipotesi lontana: sta già succedendo. E la buona notizia è che, con il giusto approccio, il reskilling rappresenta un’opportunità enorme sia per chi lavora sia per le aziende.

In questa guida completa scoprirai cos’è il reskilling, come si distingue dall’upskilling, quali sono i vantaggi concreti e come implementarlo efficacemente, che tu sia un professionista in cerca di nuove opportunità o un’azienda che vuole preparare il proprio team al futuro.

Cos'è il reskilling: definizione e significato

Il reskilling è il processo di acquisizione di competenze completamente nuove che permettono a una persona di svolgere un lavoro diverso da quello attuale. A differenza del semplice aggiornamento professionale, il reskilling implica una vera e propria riqualificazione: si impara a fare qualcosa di nuovo, non solo a fare meglio ciò che già si conosce.

Il termine deriva dall’inglese e letteralmente significa “riqualificazione delle competenze”. In italiano viene spesso tradotto come riqualificazione professionale o riconversione lavorativa, anche se l’espressione inglese è ormai entrata nel linguaggio comune delle risorse umane e della formazione aziendale.

Un esempio concreto? Un addetto alla produzione in una fabbrica che, grazie a un percorso di formazione, acquisisce competenze di programmazione per gestire sistemi automatizzati. 

Differenza tra reskilling e upskilling

Spesso reskilling e upskilling vengono confusi, ma rappresentano due approcci molto diversi alla formazione professionale.

L’upskilling consiste nel potenziamento delle competenze già possedute per svolgere meglio il proprio ruolo attuale. Si tratta di un aggiornamento verticale: approfondisci ciò che già sai, acquisisci strumenti più avanzati nel tuo campo, migliori la tua expertise. Un programmatore che impara un nuovo linguaggio di programmazione, un commerciale che si specializza in tecniche di vendita digitale: questi sono esempi di upskilling.

Il reskilling invece è un movimento orizzontale, o addirittura diagonale: acquisisci competenze per fare un lavoro diverso. Non stai migliorando nel tuo ruolo, stai preparandoti per un ruolo nuovo. È un cambiamento più radicale e spesso più impegnativo, ma anche potenzialmente più trasformativo per la carriera.

Entrambi gli approcci sono fondamentali nel mercato del lavoro attuale. L’upskilling ti mantiene competitivo nel tuo settore; il reskilling ti apre le porte verso settori completamente nuovi quando il tuo ruolo attuale rischia di diventare obsoleto.

Perché il reskilling è diventato fondamentale

Non è un’esagerazione dire che il reskilling è diventato una necessità strategica, non più un’opzione. I dati parlano chiaro: secondo McKinsey, entro il 2030 fino a 375 milioni di lavoratori nel mondo potrebbero dover cambiare categoria occupazionale a causa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale.

In Italia, l’ISTAT segnala una crescente difficoltà delle aziende nel reperire profili con competenze digitali avanzate, mentre contemporaneamente molti ruoli tradizionali vedono una contrazione della domanda. Il divario tra le competenze richieste dal mercato e quelle disponibili, il cosiddetto skill gap, si sta ampliando.

Vantaggi del reskilling per i lavoratori

Per i professionisti, investire nel reskilling significa costruire una carriera più resiliente e ricca di opportunità.

  • Maggiore employability: acquisire competenze richieste dal mercato ti rende più attrattivo per i datori di lavoro. In un contesto dove molti ruoli stanno scomparendo, avere skill aggiornate e versatili fa la differenza tra restare competitivi o rimanere indietro.
  • Nuove opportunità di carriera: il reskilling può aprire porte verso settori in crescita, spesso con retribuzioni più elevate e maggiori prospettive di sviluppo. Passare da un settore in contrazione a uno in espansione può trasformare radicalmente il tuo percorso professionale.
  • Sicurezza lavorativa: in un mercato in continua evoluzione, chi sa adattarsi ha molte più probabilità di mantenere un’occupazione stabile. Il reskilling è una forma di assicurazione sulla carriera.
  • Soddisfazione personale: imparare qualcosa di nuovo, mettersi alla prova, scoprire talenti nascosti. Il reskilling non è solo una necessità professionale, ma può essere anche un percorso di crescita personale appagante.

Vantaggi del reskilling per le aziende

Anche dal punto di vista aziendale, investire nel reskilling dei dipendenti è una strategia vincente, spesso più conveniente rispetto alle alternative.

  • Riduzione dei costi di turnover: formare un dipendente esistente costa generalmente meno che assumere e inserire una nuova risorsa. Secondo diverse stime, il costo di sostituzione di un dipendente può variare dal 50% al 200% del suo stipendio annuale, considerando recruiting, formazione iniziale e tempo di produttività persa.
  • Retention dei talenti: offrire opportunità di crescita e riqualificazione aumenta la fedeltà dei dipendenti. Le persone vogliono lavorare per aziende che investono nel loro sviluppo. Secondo LinkedIn Learning, il 94% dei dipendenti resterebbe più a lungo in un’azienda che investe nella loro formazione.
  • Colmare lo skill gap interno: invece di cercare sul mercato competenze difficili da trovare, le aziende possono svilupparle internamente, valorizzando persone che già conoscono la cultura aziendale e i processi.
  • Maggiore agilità organizzativa: un’azienda con dipendenti capaci di riqualificarsi è più flessibile e può adattarsi più rapidamente ai cambiamenti del mercato.

Digital reskilling: le competenze più richieste

Quando si parla di reskilling oggi, il focus è spesso sulle competenze digitali. La trasformazione digitale sta toccando ogni settore, dall’industria manifatturiera ai servizi, dalla sanità al commercio. Il digital reskilling, cioè la riqualificazione verso competenze informatiche, è diventato una priorità per milioni di lavoratori.

Le competenze digitali più richieste dal mercato includono l’analisi dei dati e la data science, che permettono di interpretare grandi quantità di informazioni per prendere decisioni strategiche. La programmazione e lo sviluppo software restano fondamentali, ma anche competenze più accessibili come l’automazione dei processi (RPA), la gestione di piattaforme cloud e la cybersecurity stanno vedendo una domanda in forte crescita.

Non tutte le competenze digitali richiedono anni di studio. Esistono percorsi di formazione intensivi, i cosiddetti bootcamp, che in poche settimane o mesi possono fornire le basi per entrare in nuovi settori. Piattaforme come Coursera, LinkedIn Learning e Google offrono corsi certificati riconosciuti dalle aziende.

L'importanza delle soft skill nel reskilling

Attenzione però: il reskilling non riguarda solo le competenze tecniche. Le soft skill, le competenze trasversali, sono altrettanto cruciali e spesso determinano il successo di un percorso di riqualificazione.

Adattabilità e flessibilità: la capacità di affrontare il cambiamento con apertura mentale è forse la competenza più importante in assoluto. Chi sa adattarsi impara più velocemente e affronta meglio le sfide di un nuovo ruolo.

Problem solving: saper analizzare situazioni complesse e trovare soluzioni creative è una competenza che si trasferisce da un settore all’altro e che le aziende cercano sempre.

Comunicazione efficace: saper comunicare chiaramente, sia verbalmente che per iscritto, è fondamentale in qualsiasi ruolo. Nel contesto del reskilling, è particolarmente importante per integrarsi rapidamente in nuovi team e contesti.

Apprendimento continuo: la disponibilità e la capacità di continuare a imparare nel tempo. Il reskilling non è un evento una tantum, ma un mindset: chi lo abbraccia è preparato per un mercato del lavoro in costante evoluzione.

Come fare reskilling: strategie e percorsi

Sia che tu stia pianificando un percorso di riqualificazione personale, sia che tu voglia implementare un programma di reskilling nella tua azienda, esistono strategie collaudate per massimizzare i risultati.

Reskilling individuale: da dove iniziare

Se stai considerando un percorso di reskilling per te stesso, il primo passo è l’auto-analisi. Quali sono le tue competenze attuali? Quali sono trasferibili in altri settori? Verso quali ambiti ti piacerebbe orientarti?

Analizza il mercato: identifica i settori in crescita e le competenze più richieste. Consulta report come quelli del World Economic Forum o di LinkedIn sulle professioni emergenti. Guarda le offerte di lavoro per capire cosa cercano le aziende.

Scegli un percorso formativo: corsi online, bootcamp intensivi, master, certificazioni professionali. Le opzioni sono molte e con budget diversi. Valuta il tempo che puoi dedicare e il tipo di apprendimento più adatto a te.

Fai pratica: la teoria non basta. Cerca opportunità per applicare ciò che impari: progetti personali, stage, collaborazioni, volontariato. L’esperienza pratica è ciò che ti renderà davvero competitivo.

Costruisci il tuo network: connettiti con professionisti del settore verso cui ti stai orientando. LinkedIn è uno strumento prezioso, ma anche eventi di settore, meetup e community online possono aprire opportunità inaspettate.

Reskilling aziendale: come implementarlo

Per le aziende, implementare un programma di reskilling efficace richiede pianificazione e impegno, ma i benefici sono significativi.

Mappatura delle competenze: il punto di partenza è comprendere quali competenze ha attualmente l’organizzazione e quali saranno necessarie in futuro. Questa gap analysis permette di identificare le aree prioritarie di intervento.

Identificazione dei candidati: non tutti i dipendenti sono adatti o motivati per un percorso di reskilling. Identifica le persone con il potenziale e la volontà di acquisire nuove competenze. La motivazione è un fattore critico di successo.

Progettazione del percorso: definisci obiettivi chiari, tempi realistici e modalità formative appropriate. Un mix di formazione teorica, affiancamento pratico e learning on the job è spesso la formula più efficace.

Supporto e follow-up: il reskilling non finisce con il corso di formazione. Prevedi mentoring, supporto continuo e momenti di verifica per assicurarti che le nuove competenze vengano effettivamente applicate e consolidate.

Le sfide del reskilling e come superarle

Il reskilling non è privo di difficoltà. Riconoscere gli ostacoli più comuni è il primo passo per superarli.

  • Resistenza al cambiamento: è naturale sentirsi a disagio davanti alla prospettiva di imparare qualcosa di completamente nuovo, soprattutto dopo anni nello stesso ruolo. La chiave è considerare il reskilling non come una minaccia ma come un’opportunità. Inizia con piccoli passi e celebra i progressi.
  • Mancanza di tempo: tra lavoro, famiglia e impegni personali, trovare tempo per la formazione può sembrare impossibile. La soluzione è integrare l’apprendimento nella routine quotidiana: corsi online da seguire nei ritagli di tempo, podcast durante gli spostamenti, micro-learning in pausa pranzo.
  • Costi della formazione: alcuni percorsi possono essere costosi, ma esistono molte risorse gratuite o a basso costo. Inoltre, molte aziende offrono rimborsi per la formazione dei dipendenti, e in Italia esistono fondi interprofessionali e incentivi per la formazione continua.
  • Paura di non essere all’altezza: la cosiddetta “sindrome dell’impostore” può frenare anche i più motivati. Ricorda che ogni esperto è stato un principiante. L’importante è iniziare, essere costanti e non avere paura di chiedere aiuto

Reskilling: il tuo investimento per il futuro

Il mondo del lavoro sta cambiando, e con esso le competenze richieste per avere successo. Il reskilling non è più un’opzione riservata a pochi visionari: è diventata una necessità per chiunque voglia costruire una carriera solida e duratura.

La buona notizia è che non sei solo in questo percorso. Che tu stia cercando di reinventarti professionalmente o che la tua azienda voglia preparare il team alle sfide future, esistono risorse, percorsi e supporto per accompagnarti.

Il momento migliore per iniziare era ieri. Il secondo momento migliore è oggi.

Vuoi scoprire i corsi di formazione offerti da Risorse? Visita la sezione dedicata alla formazione professionale e trova il percorso più adatto alle tue esigenze.

Domande frequenti sul reskilling

Quanto tempo ci vuole per fare reskilling?

Non esiste una risposta unica: dipende dal settore di destinazione, dal punto di partenza e dall’intensità del percorso formativo. Alcuni programmi intensivi (bootcamp) possono durare poche settimane o mesi; percorsi più strutturati come master o certificazioni professionali richiedono da 6 mesi a 2 anni. In Italia, i percorsi di riqualificazione finanziati dal programma GOL variano da 160 a 300 ore. L’importante è ricordare che il reskilling è un processo, non un evento: richiede tempo, dedizione e una mentalità orientata alla crescita.

Posso fare reskilling anche se ho più di 40 o 50 anni?

Assolutamente sì. L’età non è un limite per la riqualificazione professionale. Anzi, i lavoratori più maturi portano con sé esperienza, soft skill consolidate e una visione più ampia che possono essere un valore aggiunto nel nuovo ruolo. Molte aziende apprezzano proprio questa combinazione di nuove competenze tecniche e maturità professionale. Esistono anche programmi di formazione specificamente pensati per i lavoratori over 50, come alcune misure del programma GOL.

È possibile fare reskilling senza smettere di lavorare?

Sì, ed è anzi l’approccio più comune. Molti percorsi di reskilling sono progettati per essere compatibili con un’attività lavorativa: corsi online on-demand, formazione serale o nel weekend, micro-learning da fruire in brevi sessioni. Alcune aziende offrono ai dipendenti tempo dedicato alla formazione durante l’orario di lavoro. La chiave è trovare il formato più adatto alle proprie esigenze e organizzarsi per dedicare con costanza del tempo all’apprendimento.

Quali sono le competenze più richieste per il reskilling oggi?

Le competenze digitali dominano la classifica: analisi dei dati, intelligenza artificiale e machine learning, cybersecurity, cloud computing, programmazione e sviluppo software. Ma non bisogna sottovalutare le competenze legate alla transizione verde (energy management, sostenibilità) e alla care economy (assistenza sanitaria e sociale). Tra le soft skill, le più richieste sono adattabilità, problem solving, pensiero critico e capacità di apprendimento continuo.

L'azienda deve pagare il reskilling dei dipendenti?

Non esiste un obbligo di legge, ma è una scelta strategica che molte aziende stanno facendo. Investire nella riqualificazione del personale esistente è spesso più conveniente che assumere nuove figure, considerando i costi di recruiting, inserimento e formazione iniziale. In Italia esistono anche strumenti di finanziamento come i fondi interprofessionali, il Fondo Nuove Competenze e il programma GOL che possono coprire in tutto o in parte i costi della formazione.

Come faccio a capire se ho bisogno di reskilling o upskilling?

La distinzione è semplice: se vuoi migliorare le tue competenze per crescere nel ruolo che già svolgi, ti serve upskilling. Se invece il tuo ruolo sta diventando obsoleto, se vuoi cambiare completamente settore o se vuoi prepararti per una mansione diversa, ti serve reskilling. In molti casi, può essere utile una combinazione dei due approcci: rafforzare alcune competenze esistenti mentre se ne acquisiscono di nuove.

Il tuo nuovo lavoro ti aspetta