Interessi e competenze extra lavorative: quando è utile inserirli nel CV

Mettersi alla ricerca di un lavoro non è un impegno da poco: bisogna creare  un curriculum vitae efficace studiato per la singola candidatura, cercare annunci di lavoro selezionati e fare riferimento ad agenzie di ricerca e formazione del personale come Risorse.it dove siano presenti strumenti e competenze in grado di valorizzare la propria figura professionale.

 

All’interno del curriculum vitae interessi e competenze extra lavorative non sono del tutto irrilevanti come si potrebbe pensare ma, al contrario, possono contribuire in maniera decisiva a completare una narrazione del candidato aumentando il valore della sua candidatura. La valutazione di un candidato, infatti, non si esaurisce nella disamina di quelli che sono i titoli e le qualifiche formali, ma include anche l’approfondimento delle caratteristiche relazionali e caratteriali spendibili con successo in ambito lavorativo.

Oggi, come evidenzia la Commissione Europea, le  persone devono essere dotate di una grande varietà di competenze  che vanno dalle conoscenze di base a quelle  tecniche, fino alle capacità trasversali. Le cosiddette soft skills possono essere acquisite e sviluppate in ogni contesto e sono il frutto del percorso esperienziale di ogni individuo.

 

Attraverso attività extralavorative  si sviluppano abilità trasversali spendibili in ambito lavorativo, ma quando è opportuno indicarle nel CV?

 

Ogni competenza acquisita in ambito extra lavorativo può rivelarsi utile in ambito professionale e arricchire un curriculum vitae, soprattutto quando si è alla ricerca di un primo impiego. Partecipare ad attività di volontariato, far parte di una compagnia di teatro, o praticare qualche disciplina sportiva possono, ad esempio rivelare abilità interessanti:

 

  • Attività di volontariato:

essere attivi in maniera continuativa all’interno di associazioni socialmente impegnate, o partecipare sporadicamente  ad iniziative solidali, contribuisce allo sviluppo di abilità che il recruiter saprà tenere in considerazione. Team working e proattività, orientamento al risultato e leadership sono ad esempio competenze trasversali che vengono acquisite coordinando gruppi di lavoro in occasione di raccolte fondi.

 

  • Teatro, recitazione:

far parte di una compagnia amatoriale o frequentare corsi di recitazione contribuisce in maniera determinante ad acquisire sicurezza e controllo nella comunicazione, abilità molto apprezzata in ambito professionale e necessaria in caso si lavori a contatto col pubblico o si gestisca un team.

 

  • Attività sportiva:

gareggiare o dedicarsi in maniera continuativa allo sport denota una buona capacità di concentrazione, dedizione, affidabilità e orientamento al risultato. Caratteristiche che risultano utilissime in diversi contesti lavorativi dove il lavoro è organizzato per obiettivi nel rispetto di scadenze anche molto rigide.

Come scegliere quali attività extralavorative inserire nel curriculum?

Nel CV è bene non indicare più di tre interessi extralavorativi da collocare in una sezione di fondo, preferibilmente attraverso un elenco puntato.

Gli interessi extralavorativi sono da selezionare sempre tenendo in considerazione  le soft skills indicate nell’annuncio di lavoro: le competenze acquisite avranno un peso nel corso del colloquio soltanto se saranno pertinenti al ruolo per il quale ti stai candidando!