Trend, numeri e novità che trasformano il benessere in leva strategica
Negli ultimi anni il welfare aziendale si è affermato come uno degli strumenti più efficaci per rispondere ai cambiamenti del mercato del lavoro e alle nuove esigenze delle persone. Non è più un semplice benefit accessorio, ma un sistema strutturato di servizi e agevolazioni pensato per migliorare il benessere dei dipendenti, sostenere il potere d’acquisto e favorire un migliore equilibrio tra vita professionale e personale.
Lo conferma l’ultima edizione dell’Osservatorio Welfare di Edenred Italia, uno dei principali punti di riferimento sul tema. Secondo la ricerca, basata sui dati di oltre 5.000 aziende e 770.000 beneficiari, il credito welfare pro capite medio ha raggiunto circa 1.000 euro nel 2024, registrando una crescita del +10% rispetto all’anno precedente. Inoltre, quasi 9 dipendenti su 10 utilizzano attivamente il proprio credito welfare tramite piattaforme dedicate, a dimostrazione della diffusione e dell’effettiva utilità di questi strumenti nella quotidianità lavorativa.
Il welfare aziendale, però, non rappresenta solo un supporto per i lavoratori. Per il 67% dei responsabili HR, è uno strumento essenziale per la crescita delle organizzazioni e per la retention dei talenti, mentre il 71% dei dipendenti lo percepisce come un sostegno concreto al potere d’acquisto. In un contesto caratterizzato da inflazione, trasformazioni organizzative e crescente attenzione alla qualità dell’esperienza lavorativa, il welfare si configura quindi come una leva strategica per le aziende, capace di rafforzare l’engagement e aumentare l’attrattività come datore di lavoro.
Welfare aziendale: perché è una leva strategica
1. Sostegno reale al potere d’acquisto: in un contesto economico ancora segnato dal caro-vita, strumenti come buoni pasto più generosi e fringe benefit consentono alle persone di ottenere un valore immediato dai piani welfare, affiancando la retribuzione tradizionale senza incidere sul costo del lavoro.
2. Maggiore attrattività per i talenti: secondo l’Osservatorio Edenred, quasi la metà dei dipendenti si dichiara soddisfatta della presenza di un piano welfare in azienda. Questa soddisfazione si traduce in maggiore coinvolgimento, fidelizzazione e senso di appartenenza.
3. Investimenti più consapevoli da parte delle aziende: la crescita costante del credito welfare conferma che il welfare aziendale è ormai parte integrante delle politiche HR strategiche e non più un semplice “nice to have”.
Ma quali sono le novità sul welfare aziendale del 2026? Vediamo i principali aggiornamenti normativi e le nuove tendenze orientate a flessibilità, personalizzazione e digitalizzazione.
Le novità normative e di mercato sul welfare 2026
Buoni pasto: soglia esentasse aumentata da 8 € a 10 €
Una delle principali novità fiscali della Legge di Bilancio 2026 riguarda i buoni pasto. La soglia di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto elettronici sale da 8 € a 10 € al giorno, senza oneri per dipendenti e imprese.
Questo significa che fino a 10 euro giornalieri non concorreranno alla formazione del reddito imponibile, aumentando il valore netto del benefit per chi lo riceve.
Per i buoni pasto cartacei, invece, la soglia di esenzione resta fissata a 4 euro al giorno.
Questa modifica sta già spingendo molte aziende ad aggiornare i propri piani welfare per allinearsi alla nuova soglia e massimizzare il valore percepito dai dipendenti.
Fringe benefit: possibile upgrade dei massimali esentasse
Nel dibattito politico e tecnico legato alla Manovra 2026 si è parlato di un possibile raddoppio delle soglie esenti per i fringe benefit. Attualmente, questi strumenti rappresentano oltre il 50% delle risorse welfare utilizzate, a conferma della preferenza per soluzioni immediatamente spendibili come buoni acquisto, voucher spesa e servizi analoghi.
La proposta porterebbe le soglie esenti da:
- 1.000 € a 2.000 € per la generalità dei dipendenti
- da 2.000 € a 4.000 € per chi ha figli fiscalmente a carico.
In attesa di conferme definitive, si tratta comunque di un segnale importante verso un rafforzamento del welfare come strumento di sostegno concreto alle famiglie.
Premi di produttività con imposta agevolata al 1 %
Nel quadro delle novità fiscali correlate al welfare, la Legge di Bilancio 2026 introduce un’aliquota agevolata dell’imposta sostitutiva dell’1 % sui premi di risultato per il biennio 2026–2027, entro limiti specifici.
Questo rende i premi di produttività, già considerati un efficace strumento di incentivazione, ancora più competitivi rispetto alla retribuzione ordinaria, e facilmente integrabili nei piani di welfare personalizzati.
Welfare sempre più personalizzato, digitale e orientato alle persone
Accanto alle novità fiscali, il 2026 conferma un’evoluzione strutturale del welfare aziendale, sempre più personalizzato, digitale e flessibile. Le aziende stanno ripensando i propri piani per rispondere a bisogni eterogenei, superando l’approccio “one size fits all”.
Cresce la domanda di piattaforme digitali integrate che permettono ai dipendenti di scegliere in autonomia come utilizzare il proprio credito welfare, combinando servizi legati a salute e benessere, formazione, tempo libero, mobilità e conciliazione vita-lavoro.
Sempre più organizzazioni, inoltre, affiancano ai benefit tradizionali un’offerta di servizi non monetari ad alto valore percepito, capaci di migliorare l’esperienza lavorativa complessiva e rafforzare il legame tra persone e azienda. In un mercato del lavoro competitivo, un welfare su misura diventa così un fattore distintivo per attrarre, coinvolgere e trattenere i talenti.
Conclusione
Il 2026 si prospetta come un anno di consolidamento e potenziale innovazione per il welfare aziendale in Italia. Aggiornare il piano welfare significa oggi migliorare il potere d’acquisto dei dipendenti, sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali disponibili e costruire un’offerta coerente con i bisogni reali delle persone.
Un welfare ben progettato non è solo una risposta normativa, ma una scelta strategica per il futuro delle organizzazioni.

