Candidate Journey: dal work-life balance al work-life integration

Attrarre in azienda i migliori talenti disponibili sul mercato è l’obiettivo di ogni recruiter, ma come catturare l’attenzione dei professionisti e convincerli a presentare la propria candidatura?

Oggi, soprattutto per le figure professionali più qualificate, i candidati hanno facile accesso ad una grande mole di informazioni sulle organizzazioni. Attraverso veloci ricerche in rete è possibile infatti conoscere non solo la struttura e la mission delle aziende alla ricerca di personale, ma anche le recensioni di altri candidati sull’iter di selezione adottato, oltre alle opinioni dei dipendenti relative al clima aziendale e alle effettive condizioni di lavoro.
Un annuncio di lavoro dettagliato nella job description non è quindi sufficiente ad attrarre l’attenzione dei migliori candidati: quello che definiamo Candidate Journey è un vero e proprio viaggio a tappe che il professionista compie prima di inviare la propria candidatura, alla ricerca dei punti di contatto tra realtà aziendale e aspirazioni personali, scandagliando ogni informazione accessibile per valutare l’azienda e l’offerta di lavoro proposta.

In quest’ottica, un annuncio di lavoro ben confezionato tiene in considerazione le aspettative dei candidati e la loro crescente attenzione verso le condizioni generali di lavoro nelle aziende in termini di work-life balance. L’italia, come rilevato dall’ Ocse, rientra tra i Paesi con con il migliore rapporto lavoro-vita privata. Grazie alla recente e massiccia applicazione dello smart working, il tema del work-life balance e della
sua naturale evoluzione in work-life integration è tornato ad essere centrale. Appare sempre più evidente la necessità di costruire un nuovo equilibrio tra il tempo speso al lavoro e il tempo dedicato alla vita privata, nell’ottica di conciliare elevate
performance lavorative con la piena realizzazione del lavoratore.

Smart Working
Nella ricerca dell’equilibrio perfetto, il tempo dedicato al lavoro è considerato importante tanto quanto quello occupato a svolgere ogni attività inerente alla sfera privata. L’armonia tra i vari aspetti della vita di ogni lavoratore è diventata un vero e proprio obiettivo, ricercato spesso nella equa suddivisione delle ore dedicate a lavoro e vita privata tenute ben distinte e separate.

L’evoluzione di questo concetto chiave sfocia in quella che chiamiamo work-life integration, un’idea del lavoro e della vita privata viste come sovrapponibili nell’arco dell’intera giornata. Scorrendo gli annunci delle maggiori aziende di selezione del
personale come Risorse.it, appare evidente quanto il mondo del lavoro sia al centro di una vera trasformazione: si moltiplicano le possibilità di gestire un team da remoto e di lavorare a distanza, la struttura aziendale si innova e di conseguenza in molte
organizzazioni lo schema tradizionale, che vuole il dipendente in ufficio ogni giorno per otto ore, appare superato. Tutto si sta facendo più fluido, le giornate di lavoro non terminano necessariamente alle 17 chiudendo la porta dell’ufficio ma, sostenute
da una piena flessibilità oraria, si integrano con la vita privata, alternando o sovrapponendo spazi a seconda delle necessità del singolo lavoratore.

La work-life integration è da considerare un nuovo valore durante il processo di Candidate Journey?

Generazioni diverse di lavoratori guardano con interesse ad impieghi flessibili dai confini lavoro-vita privata sempre più sfumati: secondo i dati emersi da una interessante ricerca condotta da Spacesl’84% dei millennials e il 75% dei baby boomers ritiene che il lavoro flessibile permetta alle aziende di attrarre e trattenere i migliori talenti”.